02/09/2010 | CULTSPET
autunno organistico Il cd è stato presentato l'altra sera a Castelvetro nell'ambito della rassegna musicale
Con Bottini un Petrali sacro e impetuoso
Applausi al virtuoso organista che si è esibito con il soprano giapponese Miura
Il soprano giapponese Hiroko Miura accanto all´organista Paolo Bottini foto Lunardini

castelvetro - La grandiosa magnificenza di una Messa ottocentesca per organo, un compositore del calibro del cremasco Vincenzo Petrali, uno strumento d'eccezione quale il "Lingiardi" della chiesa di Croce Santo Spirito a Castelvetro e per finire, uno straordinario interprete: il cremonese Paolo Bottini.
Questi gli "ingredienti" del bellissimo compatc disc, recentemente registrato per l'etichetta Bongiovanni, che è stato presentato l'altra sera a Castelvetro, nell'ambito della rassegna Autunno organistico a Croce S. Spirito, con un concerto che ha visto protagonista, oltre allo stesso Bottini, il soprano giapponese Hiroko Miura, interprete dei versetti della Missa VIII "de angelis" che raccordano i movimenti della Messa solenne in Fa per organo solo di Petrali oggetto del cd. Composizione che fin dal Preludio annuncia con magnificenza il suo carattere spiccatamente lirico-sinfonico, tipico dell'epoca in cui fu composta, la Messa solenne in Fa ha avvolto gli ascoltatori con una scintillante sonorità e varietà timbrica, mirabilmente sottolineata da Bottini attraverso una magistrale interpretazione, che con gusto e raffinatezza ne ha mantenuto intatto il carattere sacro pur piegandosi alle necessarie concessioni alla "mondanità" che caratterizza tutto il brano.
Benché influenzato dal gusto sinfonico-operistico imperante nella sua epoca, in base al quale l'organo era visto come il sostituto dell'orchestra e l'emulo del lirismo operistico anche nel caso di composizioni "sacre", Petrali seppe infatti mantenere nelle sue composizioni una costante raffinatezza stilistica, che di fatto le emancipava dagli eccessi dello stile galante proiettandole già verso l'austerità di quel "risanamento ceciliano" al quale l'autore approderà negli ultimi anni della sua vita.
Grazie quindi al pregiato virtuosismo di Bottini, i variegati registri del "Lingiardi" hanno risuonato nella loro brillantezza e maestosità, con il trait d'union dei brevi ma delicati melismi eseguiti con timbrica cristallina dall'angelica voce della Miura. Movimenti sinfonici di carattere orchestrale si sono alternati a veri e propri "tempi" di concerto per solista e orchestra, come l'Andantino per il Gloria eseguito con il registro del flauto che richiama le sonorità di un concerto di Reineke, o il Poco Andante nel quale il timbro del clarinetto regala indimenticabili fraseggi di assoluta eleganza. E ancora il vivace sinfonismo dell'Allegro vivo che cita l'incipit della Quinta sinfonia di Beethoven, fino alle sfarzose sonorità dell'Allegro festoso conclusivo, tripudio di maestosità e registri percussivi, con il quale Bottini ha terminato la sua esibizione tra i calorosissimi applausi tributati dal pubblico.
Un'opera quindi che vale la pena di collezionare e riascoltare e che colloca senza dubbio il musicista cremonese tra i grandi interpreti della musica per organo.
Mauro Bardelli


07/11/2008


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